Caritas Roma, povertà in crescita nel 2018

Roma è sempre più povera. Non solo disoccupazione e disparità di reddito ma anche “barbonismo domestico” a cui si unisce, soprattutto nel caso di persone anziane, la solitudine, l’abuso di farmaci e il disagio mentale. In crescita, su tutto il territorio nazionale, anche le dipendenze dall’alcol, droga e gioco d’azzardo. È quanto emerge dal Rapporto 2018 “Povertà a Roma: un punto di vista” che Caritas Roma ha presentato, ieri, 15 gennaio ala Cittadella della Carità.

Le 180 pagine, corredate di foto e infografica, “mettono in luce un mondo nascosto ai più ma ben noto ai migliaia di volontari” che quotidianamente svolgono attività nei 145 centri d’ascolto parrocchiali (come quello di San Martino I Papa – l’intervista al parroco) e nei tre diocesani.

Alcuni dati

Solo l’1,8% dei contribuenti a Roma ha un reddito oltre i 100.000 euro. Il 51,3%, invece, ha un reddito fino a 15.000euro. Inoltre, sono 125.221 le famiglie con minori e
con un reddito fino a 25.000euro.

Oltre 21mila, poi, le persone che nel corso del 2017 si sono rivolti ai Centri d’ascolto della Rete Caritas diocesana di cui 15.046 ai quelli diocesani e 6.103 a quelli parrocchiali.

Di questi ultimi il 61,3% ha chiesto un sostegno per pagare la locazione abitativa, quasi il 60% degli utenti è invece in cerca di un lavoro. A tal proposito, si legge Caritas Roma, Rapporto 2018: la Capitale sempre più povera 1nel rapporto: “la perdita del lavoro è una vicenda esistenziale forte che ha un impatto psicologico molto significativo, sul nucleo familiare e sull’individuo, specie se si è capofamiglia: è l’identità, la dignità della
persona che viene posta in discussione, come è stato sottolineato più volte da Papa Francesco, sia nella società sia nel nucleo familiare”.

Nei Cda diocesani (dove è più forte l’affluenza degli immigrati), la situazione risulta ancora più drammatica. Se il 14,4% gode di una qualche forma di reddito, circa il 72% non beneficia di alcuna entrata. Inoltre, il 63,9% ha una sistemazione alloggiativa “in aiuto” e solo il 32,8% riesce a pagare l’affitto (e di questi solo il 33,3% ha un affitto regolare).