giovedì , 23 novembre 2017

Caritas Roma. Presentato rapporto annuale e programma pastorale

Presentato da Caritas Roma il rapporto annuale sulle povertà e il programma pastorale 2017/2018

Una città che soffre quella di Roma, in cui l’indice di povertà è cresciuto negli ultimi anni notevolmente rispetto ad altre grandi città italiane, come Milano, ed è un «riflesso di impoverimento nazionale». Lo ricorda Elisa Manna, responsabile del Centro Studi Caritas Roma che ha elaborato il rapporto annuale “La povertà a Roma: un punto di vista” presentato da Caritas Roma sabato 11 novembre presso l’Aula Magna della Pontificia Università Lateranense.

Oltre al rapporto la mattina è stata l’occasione per presentare a parroci ed operatori pastorali, anche il programma pastorale 2017-2018 della Caritas diocesana dal titolo: “Non lasciamoli soli. La pedagogia della carità come scelta educativa”, rivolto alle comunità pastorali, alle associazioni e ai movimenti ecclesiali. Al fianco di questo volume che presenta proposte formative ed iniziative di solidarietà, è stato fornito anche un sussidio per i tempi liturgici di Avvento e Quaresima.

La mattina, aperta con i saluti del direttore della Caritas diocesana, mons. Enrico Feroci, è proseguita con una riflessione di mons. Angelo De Donatis vicario della Diocesi di Roma, sul brano del Vangelo di Luca che narra la parabola del buon samaritano.

«Non attendiamo che la carità sorga spontanea, di essere attratti dai poveri per aiutarli -, ha ricordato l’arcivescovo nel suo discorso – non si può essere samaritani per i motivi che riguardano il nostro io ma per motivi che riguardano l’altro e il suo bisogno, quindi la compassione non può essere un istinto ma una conquista». De Donatis è partito dalla lettura biblica per comprendere la natura del “prossimo” scoprendo la domanda alla base della parabola, ovvero quella di amare tutti, ponendo al centro il decalogo dei verbi del samaritano che costituiscono le sfumature della compassione necessarie per comprendere «la sorgente della nostra missione, perché -, prosegue il vicario di papa Francesco – il principio del nostro servizio, deve essere una domanda che tutti i giorni risuoni nel nostro cuore: “a me chi mi ama”? Identificarci con l’uomo ferito e vedere tutto quello che Gesù fa per lui significa dire Signore questo lo stai facendo per me».

Ascolta le voci di mons. Angelo De Donatis e mons. Enrico Feroci nella puntata di In Diocesi in onda lunedì 13 novembre. 

La tavola rotonda è stata l’occasione anche per affrontare il tema alla base del programma pastorale, ovvero la pedagogia educativa da attuare nei confronti dei genitori e dei figli adolescenti della nostra diocesi, cercando soluzioni da attuare e scenari da comprendere. Lo si è fatto grazie alle riflessioni di padre Paolo Benanti, docente all’Università Gregoriana, che ha illustrato le sfide della Digital Age e il sociologo Giancarlo Cursi, dell’Università Salesiana, che ha riflettuto sulle sfide da porre ai giovani portando alcuni casi concreti di esperienza di servizio.

Le povertà a Roma

Il rapporto

Nel rapporto di 240 pagine, suddiviso in cinque aree, emerge una fotografia dello stato di salute della capitale, grazie ai dati raccolti dai Centri di Ascolto Caritas e alle 22 mila persone che si sono rivolte a tali centri disseminati nelle parrocchie romane della diocesi, di cui il 45% è una utenza italiana.

Un rapporto ampio con tanti dati e spunti di riflessione, suddiviso in 5 ambiti: “Povertà socio-economica”, “Integrazione”; “Salute, dipendenze, disabilità”; “Educazione e cittadinanza”. Sono questi i cinque punti su cui viene costruita una mappa delle vecchie e nuove povertà di cui soffre la nostra città.

«Al di là dei segnali positivi la città è interessata da un evidente processo di impoverimento, che interessa sia le periferie sia il centro delle città-, spiega alla platea la dott.ssa Elisa Manna, responsabile del Centro Studi Caritas Roma– le povertà a Roma hanno tante facce, e con questa ricerca abbiamo voluto accendere un riflettore su questo tipo di realtà»

Sarebbero tra i 14 e i 16 mila le persone senza dimora e a soffrire di più sarebbero gli anziani che compongono il 22% della popolazione e dove tra loro, un terzo degli ultra sessantacinquenni è a rischio povertà. Tra le piaghe odierne troviamo la disoccupazione, che in 10 anni è passata da 7,2 % al 9,8 %, con 308 mila lavoratori irregolari nel terziario, una disoccupazione giovanile che sfiora il 40% e una presenza di Neet (not engaged in education, employment or training), ovvero coloro che non studiano né lavorano che tocca il 22,5 % nella fascia 15-29 anni.

Tra le emergenze più sentiti nella capitale anche quella abitativa, che coinvolge più di 30 mila famiglie. Tra queste 5 mila persone vivono in case occupate abusivamente, a fronte di 130.000 gli alloggi sfitti. Emarginazione e solitudine che sta spingendo per un nuovo fenomeno come il “barbonismo domestico”.

Un capitolo a parte è riservato alla salute, alle dipendenze e alla disabilità

Nel Lazio le persone affette da disturbo mentale trattate nel servizio sanitario pubblico sono 68.217 e si registra una crescita della domanda di cure psichiatriche a fronte di un’offerta impoverita e disomogenea. Crescono anche l’utilizzo di sostanze stupefacenti, come droghe, ma anche l’uso di alcol e di conseguenza anche i trattamenti per queste dipendenze. Ma tra le piaghe più forti che sta subendo la città e per cui mons. Feroci parla di vero “sciacallaggio sui poveri”, troviamo le dipendenze “senza sostanza” come il Gioco D’Azzardo che in Europa produce un fatturato superato i 96 miliardi di euro. Nel Lazio questa pratica ha movimentato 7,8 miliardi di euro e il numero delle persone in cura sono una minoranza rispetto a coloro che vivono questa patologia.

Ed infine dal punto di vista dell’Integrazione Roma si presenta una città accogliente ma in affanno per la mancanza di posti per l’accoglienza primaria. In generale c’è una distorta percezione dei flussi migratori nel nostro paese, mentre le cifre dicono altro.  Nel Comune di Roma sono il 13,1% gli stranieri residenti di cui il 44,3 % sono stranieri europei ed i richiedenti asilo ospitati nel territorio provinciale di Roma sono 4.063.

Ma su questo sentiamo il direttore di Caritas Roma, mons. Enrico Feroci.

La carità come una dimensione evangelizzatrice

Un quadro preoccupante che fa riflettere, come ci spiega sempre mons. Feroci

Ma che stimola gli operatori pastorali di Caritas Roma a vivere: «La carità come una dimensione evangelizzatrice -, come ricorda il direttore della Caritas diocesana – affinché la Caritas possa essere uno lo strumento pedagogico che la Chiesa ha in mano per annunciare Gesù con le opere».

Mons. Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma

«I poveri hanno molto da insegnarci-, prosegue Feroci che cita papa Francesco e l’enciclica Evangelii Gaudium – noi dobbiamo diventare alunni dei poveri perché con essi e le loro sofferenze, conoscono il Cristo sofferente e quindi ce lo rivelano, più che commiserarli quando li incontriamo dobbiamo metterci accanto a loro perché possano darci la salvezza»

E conclude ricordando il collegamento con il tema pastorale dell’anno l’attività della Caritas possa essere di supporto alla comunità cristiana di Roma: «Dio non ci ha lasciato soli, è stato accanto a noi anche se siamo nulla, ci chiede una risposta d’amore. Allora quest’anno “non lasciamo soli” soprattutto i genitori che hanno bisogno di supporto e di aiuto e si trovano in difficoltà soprattutto nell’educazione dei propri figli».

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