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Caritas, Rapporto 2016: la povertà colpisce più giovani che anziani

Scritto da il 17 Ottobre 2016

Sono circa 50mila senza dimora in Italia, tra cui 7mila donne e 3mila anziani, nel nord d’Italia e in prevalenza nelle grandi città. Roma e Milano ne raccolgono, da sole, quasi 20mila. Si tratta in maggioranza di uomini, stranieri, persone sole. Questo il quadro emerso dal 

umenta l’età media degli stranieri (39 anni a fronte dei 50 anni degli italiani). Aumenta anche la durata della situazione dei senza fissa dimora che provengono da altri Paesi (2.2 anni, quasi come gli italiani).

A questo vanno ad aggiungersi i dati relativi alla povertà assoluta che, raggiungendo i picchi più alti degli ultimi dieci anni, colpisce in Italia maggiormente giovani tra i 18 e i 34 anni in cerca di lavoro e adulti rimasti senza impiego. Si inverte perciò, a causa della crisi economica ed occupazionale, il vecchio modello di povertà che vedeva gli anziani tra i più in difficoltà. Secondo l’Istat, poi,  sono 4,6 milioni le persone in povertà assoluta, pari a 1 milione e 582 mila famiglie. Le situazioni più difficili si registrano nel Mezzogiorno. Da non tralasciare poi la povertà dei rifugiati e dei richiedenti asilo, che rappresentano la percentuale più alta (57,2%) di chi si rivolge ai centri di ascolto Caritas.

In particolare, il 2015 viene definito da Caritas italiana nel Rapporto 2016 su povertà ed esclusione sociale, “l’annus horribilis” per i movimenti migratori, non solo “per l’elevato numero di rifugiati, sfollati e morti” ma anche “per l’incredibile debolezza ed egoismo” di alcuni Paesi europei nell’affrontare l’emergenza umanitaria. Per questo la Caritas continua a chiedere, tra l’altro, l’apertura di canali sicuri e legali di ingresso nell’Ue sia con “l’introduzione di visti umanitari” nei Paesi di origine e di transito e “l’esenzione del visto se giustificato da motivi umanitari”. Oltre a una maggiore solidarietà tra Paesi europei nell’ attuazione dei finora “inefficaci” programmi di ricollocamento.

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