venerdì , 24 novembre 2017

Caritas in cifre: Roma, in aumento gli italiani che chiedono aiuto

Sono sempre più gli italiani che chiedono aiuto ai centri diocesani della Caritas. È quanto emerge dal rapporto “La Caritas in cifre”, diffuso dalla Caritas diocesana di Roma in occasione della Giornata della carità. “Tra le persone accolte nel 2016  nei Centri di ascolto della diocesi di Roma e nei 110 Centri di ascolto parrocchiali  il 57% è rappresentato da cittadini origine straniera e il restante 43% è di nazionalità italiana. Questo dato per la prima volta colloca la componente italiana oltre quei valori che storicamente si attestavano intorno al 30-35%”.

Non si tratta di un bilancio, “né tantomeno l’ostentazione di numeri impressionanti per attirare l’attenzione attraverso l’emotività” chiarisce nella prefazione il direttore della Caritas di Roma, Mons. Enrico Feroci. Si tratta invece di “gesti concreti e quotidiani che ci invita a fare il nostro vescovo Francesco per formare i cuori all’incontro con Dio attraverso l’amore verso il prossimo e con l’impegno concreto nella solidarietà.”


Caritas in cifre: i dati del 2016

Sono più di 48mila le famiglie che a Roma, nel corso del 2016, si sono rivolte ai centri Caritas. Il 43% sono italiane, il 10% in più rispetto al 2015. Si è inoltre abbassata l’età media degli italiani che si rivolgono alle parrocchie per la richiesta di viveri e contributi.

In un anno 360mila i pasti serviti, 40mila le visite domiciliari a malati e anziani e 15mila le prestazioni sanitarie. Un’intensa attività che ha visto impegnati  6mila volontari di ogni età, 5mila studenti e 12 mila pellegrini del Giubileo della Misericordia. 

Da Caritas in cifre emerge inoltre che il 42% le richieste di aiuto provengono da famiglie che vivono in affitto. Il 16% da convivenze con altri nuclei e il 10% da coloro che vivono in ricoveri di fortuna o in occupazione collettiva. Solo un 7% da chi vive in casa di proprietà. Diversi i disagi presentati da chi chiede aiuto: la malattia mentale, la precarietà alloggiativa, la mancanza di un lavoro, le dipendenze, in particolare dal gioco d’azzardo che è sempre più diffuso. “Durante i colloqui – si legge nel documento – si riscontrano gli effetti psicologici della crisi: si registra molta fatica, anche emotiva, un forte senso di frustra­zione perché nonostante gli sforzi, le rinunce e i sacrifici, le persone non vedono una via di uscita”.

Dal rapporto si evince poi che sono diversi inoltre nuclei familiari con figli minori e adolescenti che vivono forti difficoltà legate al basso reddito e alla mancanza di lavoro con sfratti e inde­bitamenti. Molte di questi sono costretti a vivere separatamente o ad abitare in case fatiscenti, senza luce e acqua calda, e/o a condividere con altre persone case e addirittura camere.

 

 

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