lunedì , 11 dicembre 2017

Campi rom, Comune di Roma: presentato il piano di superamento

Superare i campi rom, “eliminando l’isolamento e la ghettizzazione che caratterizzano alcune aree della città, ripristinando la legalità e recuperando risorse per decenni drenate da un circuito malato”. Questo l’obiettivo del piano presentato dal Comune di Roma.

Le azioni e gli interventi saranno avviati, da subito, nei due campi  “La Barbuta” ( 656 persone organizzate in circa 100 nuclei familiari) e “La Monachina” (115 persone organizzate in circa 30 nuclei familiari) attraverso l’utilizzo di fondi europei (3,8 milioni), disponibili sul bilancio 2017 di Roma Capitale.

Campi rom, il piano del Comune

A illustrare il piano per il superamento dei campi rom, nel corso di una conferenza stampa in Campidoglio, il sindaco Virginia Raggi, l’assessore alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre e la presidente della Commissione capitolina Politiche Sociali e della salute Maria Agnese Catini.
Accurata rilevazione dei dati e ritiro di tutti i bandi coinvolti in Mafia Capitale. Questi i punti di partenza. Il progetto, fanno presente dal Comune, ha come obiettivo principale il miglioramento delle condizioni di vita per tutti. “In nessun modo”, precisano, “le risorse del piano verranno sottratte alla cittadinanza: saranno utilizzati fondi europei già destinati per queste finalità e che, in caso contrario, andrebbero persi”.

Il piano, inoltre, è sviluppato in piena coerenza con la normativa comunitaria in materia di inclusione socio-economica delle comunità Rom, Sinti, Caminanti (RSC) che viene, in particolare, declinata nella Risoluzione del Parlamento europeo n. 2010/2276-INI del 9 marzo 2011 e nella Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo n. 173/2011 “Quadro dell’UE per le strategie Nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020”, quest’ultima recepita nella “Strategia Nazionale d’inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti 2012-2020”.

Gli elementi chiave

Scolarizzazione, occupazione, salute, abitazione. Questi gli elementi chiave del piano che sarà messo in pratica tramite il coinvolgimento di tutte le istituzioni competenti: dalla Asl all’Ufficio scolastico provinciale. Il profilo attuativo sarà agevolato dalla conoscenza dettagliata di tutte le persone che popolano i campi.

Si punta dunque a favorire processi di pre-scolarizzazione e di scolarizzazione dei bambini Rom, Sinti e Caminanti promuovendo l’accesso alle scuole di ogni ordine e grado. Ma anche a contrastare l’abbandono scolastico dei minorenni nelle scuole primarie e secondarie. Sarà, inoltre, implementata la partecipazione dei giovani RSC all’istruzione universitaria, ai percorsi di alta formazione e di formazione/lavoro.

“L’incremento dell’occupazione tra Rom, Sinti e Caminanti” , spiega ancora il Comune, “contribuirà a diminuire il tasso di criminalità e accrescerà la produttività complessiva, eliminando ogni possibilità di lavoro nero“. Saranno, in particolare, messi a punto corsi di formazione per la creazione e la conduzione in autonomia di piccole realtà imprenditoriali di livello locale. Ma non solo. Anche di ditte individuali e cooperative miste di servizi.

Per quanto riguarda, poi, la voce “abitazione”, la collaborazione tra Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate e Inps consentirà di riscontrare la presenza nei campi di persone economicamente autosufficienti e quindi non destinatarie di misure di sostegno pubblico. Al contrario, coloro che non sono autosufficienti, potranno godere degli interventi di supporto finanziati dall’Unione Europea.

Altro focus, la salute. Si punterà soprattutto alla prevenzione e all’educazione alla salute. Si provvederà ad ascoltare, raccogliere e analizzare i bisogni della popolazione incontrata, al fine di individuare condizioni di particolare disagio psico-sociale su cui attivare percorsi di presa in carico, con particolare attenzione per i minorenni.

 

 

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