Beni comuni. Città patrimonio di tutti.

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Beni comuni. Proposte e strategie per formarsi alla cittadinanza attiva ed abitare nel modo migliore le nostre città, patrimonio di tutti.

Per il nostro ciclo di approfondimenti, ad InformAc oggi parliamo di altri due temi che, come associazione, ci stanno molto a cuore:“Beni comuni” ed “Arte, cultura e bellezza”.

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Vittorio Sammarco

A Vittorio Sammarco, che da tempo si occupa di beni comuni sul territorio di Roma, chiediamo: cosa si intende per “beni comuni”? e quali sono i beni comuni nella città di Roma? «Per “beni comuni” s’intendono quelli che non sono né beni privati ne beni pubblici, una via di mezzo, una via che significa utilizzare quelli che sono patrimonio della comunità nell’interesse anche dei singoli. L’accezione viene dall’alto, dall’idea di “bene collettivo”, ossia il valore necessario che serve per “condividere”».

Come si fa a far maturare la sensibilità verso i beni comuni in un territorio, in una parrocchia, in un’associazione, in una città? «Intanto prendendo a cuore la città, considerandola un patrimonio di tutti e non solo di alcuni. Occorre fare in modo che ci si formi a questa cittadinanza, curandola, occupandosene e stringendo relazioni positive: questo attraverso l’esperienza condivisa, l’individuazione dei bisogni, la progettazione, il prospetto di iniziative particolari. Insomma mettendo insieme amicizie civili, fondamento di questo tessuto sociale».

Ascolta l’intera puntata di InformAc, andata in onda giovedì 31 maggio.

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Carla Vaudo

Con Carla Vaudo dell’associazione «Flumen», archeologa che si occupa da anni di guidare gruppi di persone attraverso le bellezze della città, parliamo invece dell’attenzione verso “Arte, cultura e bellezza”. Diffondere il gusto per la cultura, l’arte e la bellezza, quanto può aiutare ad abitare meglio i nostri territori, le nostre città e come i percorsi tra arte e cultura possono rappresentare un modo di avvicinamento alla fede? «Per abitare al meglio i nostri territori bisogna amarli e per amarli bisogna conoscerli. La conoscenza genera consapevolezza e la consapevolezza aiuta a pensare percorsi e progetti per migliorare le nostre realtà. La parola “cultura”, non a caso, viene dal latino colere, coltivare, e in questo caso coltivare non i semi di ortaggi, di frutta o di fiori nei nostri campi, ma i semi dell’identità e della conoscenza. Quest’ultime sono poi basi essenziali per poter vivere i nostri territori non da passivi fruitori ma da assoluti protagonisti. Aiutare a percepire la bellezza dei luoghi che noi abitiamo tutti i giorni, che percorriamo e di cui spesso ci sfuggono le innumerevoli storie che conservano, è sicuramente un modo imprescindibile per aumentare anche l’orgoglio di appartenere a quella realtà e a nessun’altra.

Da sempre la fede cristiana si è espressa attraverso i mezzi dell’arte, proprio perché l’incarnazione di Cristo ha permesso che il divino entrasse fisicamente nella storia e potesse essere raccontato con le immagini. L’arte ha in sé un contenuto sempre spirituale perché esprime le speranze, le paure, le gioie, le angosce dell’essere umano. E quindi raccontare le opere d’arte conduce in un itinerario di spiritualità nella sua accezione più ampia, che può poi trasformarsi in un itinerario di fede oppure rafforzare il cammino. In fondo una delle definizioni più belle che lo stesso Francesco dava di Dio, il primo nome con cui lo chiamava, era «Tu sei bellezza». La bellezza, dunque, è da sempre il volto con cui Cristo si svela agli uomini. Ancora di più in una realtà artistica come quella dell’Italia e della Europa, in cui la tradizione cristiana ha fatto si che i temi della Scrittura e della tradizione agiografica andassero ad inondare le nostre chiese, i nostri monumenti, le nostre mostre d’arte. Anche semplicemente raccontare l’opera d’arte è in sé il racconto di una esperienza di fede: quella dell’artista che l’ha rappresentata e della committenza che glielo ha introdotto. Aprire gli occhi alla bellezza è comunque aprirli al trascendente, anche quando a questo trascendente non sappiamo dare esattamente un nome».