Benedizione, ovvero guardare alla nostra vita in modo diverso

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Half-filled glass of water on table

Benedizione, significa guardare alla propria vita in maniera positiva

In questo cammino comune ti lancio una provocazione, una provocazione della “benedizione”, ovvero consiste nel guardare alla propria vita e di vedere motivi di benedizione. Quindi non vedere solo il mezzo bicchiere vuoto, ma vedere il bicchiere, il fatto che esistiamo e quella parte piena del bicchiere, anche se non è pienissima, ma è quasi vuoto, quello che è lì merita la benedizione.

Ascolta l’intera puntata de Il Nascondiglio della Gioia, andata in onda martedì 27 novembre

Da lì bisogna partire, perché se aspettassimo che il bicchiere fosse tutto pieno, che tutto è a posto, per essere felici nella vita, temo che attenderemo tanto e non vivremo affatto.

Cos’è la benedizione?

La benedizione non è una cosa facile, è un’arte, deriva da un lavoro artigiano. Quindi la benedizione è un’arte di vedere opportunità là dove sembrano esserci solo infortuni e sfortune. È una specie di alchimia che trasforma gli alti e i bassi della vita in trampolini di lancio verso nuove prospettive. Apparentemente sembra qualcosa di astratto, invece no, è qualcosa di molto concreto.

Le persone che fanno la differenza nella vita sono quelle persone che sanno ridimensionare le negatività della vita e sanno dare un orientamento a quello che hanno subito di modo che le ferite diventino feritoie.

Benedire significa di non permettere ai buchi neri di spegnere il sole, di non fissare un tronco, perdendo di vista la foresta, significa non abbattersi per tutta una foresta che cade, mentre c’è tutta una foresta che cresce in silenzio. Significa che le imperfezioni contribuiscono alla definizione della particolarità della nostra vita, significa imparare e comprendere che ciò che non uccide ci rende più forte.

D’altronde le ferite del crocifisso, vergogna di un Messia sconfitto, sono diventate la nostra rivincita, la nostra nuova creazione, la nostra gloria.