venerdì , 24 novembre 2017

I 90 anni di Benedetto XVI, da umile servitore di Dio a Papa del coraggio

Il prossimo 12 aprile Benedetto XVI compie 90 anni. Un traguardo importante per il Papa emerito, il Papa del coraggio. Lo definisce così il vaticanista di Avvenire Mimmo Muolo nel suo ultimo libro a lui dedicato. Un pontefice che, precisa ancora l’arcivescovo Rino Fisichella, curatore della prefazione, “ha posto dinanzi a noi il dramma della sua esistenza”. Sia “come uomo e come credente, come professore e come Papa”.

Benedetto XVI, un “umile lavoratore della vigna del Signore”

“Cari fratelli e sorelle, dopo il grande papa Giovanni Paolo II, i signori cardinali hanno eletto me. Un semplice ed umile lavoratore nella vigna del Signore”. Queste le parole pronunciate da Benedetto XVI nel suo primo messaggio pubblico il 19 aprile 2005. “Mi consola il fatto che il Signore sa lavorare e agire anche con strumenti insufficienti”. 

Un debole servitore di Dio. Si è più volte definito così il Papa emerito che ha scelto di chiamarsi Benedetto XVI. Per riallacciarsi idealmente, ha spiegato, “al venerato pontefice Benedetto XV. Un papa “coraggioso e autentico profeta di pace”.

 

“La pace non è un sogno, non è un’utopia: è possibile”

Durante il suo pontificato, Joseph Ratzinger è stato molto attento ai temi del Concilio Vaticano II. In primo luogo alla“fraternità universale che risponde alla volontà di Dio sull’uomo”. Una fraternità che si è concretizzata nel continuo invito al rispetto di tutte le religioni. (Numerosi sono stati, infatti, gli incontri con esponenti del mondo islamico). Ma anche nella lotta alla pedofilia nel clero e nei messaggi per la pace. L’ultimo, quello pronunciato in occasione della Giornata della pace del 2012. “La pace non è un sogno, non è un’utopia: è possibile”, aveva dichiarato il Papa emerito. “I nostri occhi devono vedere più in profondità, sotto la superficie delle apparenze e dei fenomeni”. “Ogni uomo  – aveva precisato – è creato ad immagine di Dio e chiamato a crescere, contribuendo all’edificazione di un mondo nuovo”. 

Messaggio, questo, ampiamente diffuso anche nelle tre lettere encicliche da lui promulgate. Deus caritas est del 2006, Spe Salvi del  2007, Caritas in veritate  del 2009.

E significativo in questo senso è anche l’ Anno della fede, indetto da Benedetto XVI nel 2012. 12 mesi per“riscoprire i contenuti della fede professata, celebrata, vissuta e pregata”. Ma anche per “riflettere sullo stesso atto con cui si crede”.

 

La rinuncia al Pontificato

“Colui che è il titolare del ministero petrino deve avere la consapevolezza di essere un uomo fragile e debole”. E inoltre “costantemente bisognoso di purificazione e di conversione”. Aveva detto così, quasi profeticamente, Ratzinger nella basilica di San Giovanni in Laterano. Era il giorno della messa di insediamento sulla cattedra romana. Nel febbraio 2013, l’annuncio delle sue dimissioni. “Sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”.  Una scelta ponderata. Arrivata “dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio”.

E a confermarlo in una recente intervista a Tv2000 il presidente della Fondazione Ratzinger, padre Federico Lombardi. Si è trattata di una decisione presa “con totale responsabilità e quindi anche con serenità di fronte a Dio”.  Il Papa “si sentiva giunto al limite delle sue possibilità per uno svolgimento normale e pieno del suo servizio”.

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