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Basilica Santa Sofia, il Papa incontrerà la comunità greco-cattolica ucraina

Scritto da il 15 Gennaio 2018

Basilica Santa Sofia, il 28 gennaio la visita del Papa

basilica santa sofia, papa francescoIl prossimo 28 gennaio Papa Francesco si recherà alla Basilica Santa Sofia per incontrare i greco-cattolici ucraini. La visita fa seguito all’invito ricevuto dall’arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyč, Sviatoslav Shevchuk. A renderlo noto, lo scorso venerdì, il direttore della Sala stampa vaticana Greg Burke.

Si tratta di una tappa storica, ha commentato Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk. È “un segno di solidarietà con il popolo ucraino, vittima della guerra in Donbas”. Una  “manifestazione di vicinanza ai migranti ucraini in Italia, per i quali la basilica di Santa Sofia rappresenta la loro casa e il simbolo della terra nativa”.

L’incontro con la comunità ucraina a Santa Sofia

L’arrivo del Pontefice a Santa Sofia è previsto per le ore 16. Francesco terrà una breve preghiera e un canto natalizio. A seguire, i saluti di Shevchuk e la presentazione della comunità ucraina.

Spazio poi al discorso del Papa. L’incontro si concluderà con una preghiera nella cripta di fronte alla tomba del vescovo Stepan Chmil. Fu lui, in Argentina, a insegnare allo stesso Bergoglio ad assistere alla messa di rito ucraino.

La Basilica di Santa Sofia a Boccea

La basilica di Santa Sofia, in via Boccea 478, è riconosciuta come la chiesa nazionale a Roma degli ucraini. Luogo sussidiario di culto della parrocchia di Santa Maria della Presentazione, è stata costruita tra il 1967 e il 1969. In quel periodo, infatti, il cardinale Josyf Slipyj ha dato avvio a una raccolta fondi dopo essere ritornato dalla prigionia in un gulag siberiano. Il progetto è stato redatto sulla base dei piani originali per la costruzione della cattedrale di Santa Sofia a Kiev.

Nel 1985 papa Giovanni Paolo II le ha assegnato il titolo cardinalizio. Nel 1998, la chiesa è stata elevata al rango di basilica minore. Nel settembre 2011, poi, si sono conclusi i lavori di restauro promossi dall’Associazione “Santa Sofia”, legittima proprietaria della chiesa e degli edifici annessi.

 


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