Basilica dei SS. Apostoli aspetta Bartolomeo

Domani, 23 maggio, Il Patriarca ecumenico e arcivescovo di Costantinopoli, Bartolomeo I, si recherà in visita nella Basilica dei SS. Apostoli.

Bartolomeo I
Bartolomeo I, arcivescovo di Costantinopoli e Patriarca Ecumenico

Ad annunciarlo, sabato scorso, sui social, il parroco fra Agnello Stoia. “È con grande gioia che vi comunico la visita del Patriarca Ecumenico Sua Santità Bartolomeo nella nostra Basilica”.

Santi Apostoli: le reliquie di Filippo e Giacomo

Nella Basilica dei SS. Apostoli, il Patriarca presiederà un momento di preghiera (alle ore 18.30) e venererà le reliquie dei Santi Apostoli Filippo e Giacomo.

Viene a rendere omaggio – ha spiegato ancora Stoia-  agli apostoli e martiri Filippo e Giacomo e ci ricambia la visita dello scorso anno a Smirne, quando consegnammo a lui e all’arcivescovo Lorenzo Piretto una reliquia di san Filippo come un simbolico ritorno dell’apostolo nella terra dove aveva predicato e dove subì il martirio”.

Al termine della visita, Bartolomeo porterà il proprio saluto alla comunità dei Frati minori conventuali, presenti con il Ministro generale, fra Marco Tasca, ai membri della Curia generalizia e delle comunità romane, e a tutti i fedeli presenti.

L’incontro con il clero romano in Turchia

Non solo la visita alla Basilica dei SS. Apostoli. Lo scorso aprile arcivescovo di Costantinopoli e Patriarca ecumenico ha ricevuto al Fanar il vicario generale del Papa per la diocesi di Roma, monsignor Angelo De Donatis, e il clero romano in Turchia per un pellegrinaggio.

“I nostri incontri, la nostra comune perseveranza nel ricercare tutte le possibili vie per risolvere le questioni ancora irrisolte tra le nostre Chiese – aveva dichiarato in quell’occasione Bartolomeo – sono stati contraddistinti da un grande rispetto reciproco, da una fiducia e da un vero amore cristiano reciproco. E anche il dialogo teologico internazionale Cattolico-Ortodosso, che ha già dato tanti frutti”.

“Anche se adagio, anche se alle volte con difficoltà, il cammino verso la unità delle nostre Sante Chiese, è inarrestabile – aveva ancora sottolineato – perché lo vuole Dio, e perché dobbiamo esser suoi testimoni in questo mondo disinteressato di Dio”.