Autismo. Al via un percorso di sostegno per le famiglie promosso dal Centro per la Pastorale Familiare

0
44

Autismo infantile. Un percorso di sostegno concreto per aiutare le famiglie ad uscire dalla solitudine della malattia.

Prenderà corpo già a partire dal mese di giugno il percorso formativo a sostegno delle famiglie con bambini affetti da autismo ispirato al progetto “Educatismo”, già sperimentato dall’ASL di Latina. Il percorso gratuito per i genitori è sostenuto dal Centro per la Pastorale Familiare del Vicariato di Roma e si realizzerà anche grazie alle associazioni Frammenti e Oltre Orizzonte. Una risposta concreta anche grazie allo spazio messo a disposizione dalla Fondazione Ut Vitam Habeant presso la struttura romana Mater Admirabilis in via della Pineta Sacchetti, zona nord-ovest della capitale.

«Vogliamo attuare una presa in carico del bambino attraverso degli interventi educativi, ma anche del genitore -, ci spiega la dott.ssa Assunta Lombardi responsabile della formazione dell’ASL di Latina – considerato che cerchiamo di attuare un modello indiretto di formazione che permette un apprendimento facilitato da tecniche di comunicazione».

Dedicare insomma uno spazio alle famiglie che hanno un bambino affetto da autismo, ma anche fornire una corretta informazione della malattia e dare strumenti a genitori, operatori pastorali, educatori, per una presa in carico globale del bambino stesso.

«Queste famiglie spesso sono sole e sentono lo stigma della patologia -, prosegue la dott.ssa Lombardi -perché non sono assistite dalle istituzioni, ma anche perché la società spesso non gli dedica il giusto interesse».

Obiettivo di questo percorso formativo è l’apprendimento di una tecnica che cerca di trasmettere ed implementare abilità comportamentali di tipo cognitivo attraverso l’utilizzo di video-modering. Una tecnica importante in primis per il genitore sotto un profilo di sostenibilità perché permette a queste famiglie di ridurre le ore di terapia in strutture esterne, spesso private.

Ascolta l’intera intervista alla dott.ssa Lombardi realizzata per la rubrica Infamiglia ed andata in onda martedì 12 giugno.

La patologia

Un fenomeno che ricordiamo negli ultimi anni è cresciuto in maniera esponenziale, con un bambino ogni cento, ma di cui ancora non se ne conoscono le cause e fondamentale è la diagnosi precoce.

La dott.ssa Assunta Lombardi

«Certamente questa problematica è stata diagnosticata con più attenzione in questi ultimi anni e sembra crescere in prevalenza -, ribadisce il medico – e questo dipende dal fatto che si fa diagnosi tardiva, perché se diagnosticata entro i due anni di vita del bambino la malattia può portare buoni risultati».

Dunque puntare su una maggiore informazione di questa patologia appare come il primo punto per una prevenzione efficace. Alcuni studi affermano la presenza di sintomi fin dalla nascita, per questo la dott.ssa Lombardi sottolinea l’importanza di comprendere e affrontare in tempi brevi le diagnosi per ottenere risultati migliori.

I sintomi che manifesta il bambino sono diversi, ma i campanelli di allarme sono legati ad atteggiamenti comportamentali. «È un bambino che non guarda negli occhi, che si apparta, che fatica a camminare, fino a momenti di ira. Sono diversi i segnali e dipendono a volte anche da bambino a bambino, lo spettro dei sintomi della sindrome di autismo è vasta».

I consigli

«Rivolgersi a strutture che riescano a garantire sia una presa in carico completa di questa problematica, ma anche scientifica. Strutture che sostengono non solo il bambino ma anche la famiglia». Questo uno dei principali consigli che in conclusione ci fornisce la dott.ssa Lombardi, che appartiene anche all’ass. Oltre Orizzonte, tra i partner del progetto.

Un sostengo quindi fondamentale alle famiglie per abbattere i costi delle terapie e soprattutto per migliorare lo stato della malattia fin dentro le mura di casa. Un iter per migliorare la vita di questi bambini e delle loro famiglie che richiede l’apertura anche a vari soggetti sociali sul territorio.

«Importante è anche l’impegno fornito dalla scuola perché questo tipo di formazione oggi lo abbiamo inserito anche nelle scuole -, conclude la ideatrice di “Educatismo” –  così come è necessario coinvolgere le agenzie educative per aiutare queste famiglie che spesso di isolano e questa solitudine rende difficile la possibilità di aiutarli».