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Asma e sport: un connubio possibile. La campagna social

Scritto da il 13 Febbraio 2020

Asma e sport: la campagna di sensibilizzazione

Asma e sport. In apparenza un ossimoro. In Italia sono oltre 2 milioni e mezzo le persone che soffrono di tale patologia ma di queste solo 4 su 10 praticano sport. Eppure, numerosi studi evidenziano come l’attività fisica non costituisca un ostacolo, ma si caratterizzi come uno degli strumenti più efficaci per migliorare la gestione dell’asma.
asma e sportNasce così da un’idea di Simona Barbaglia, presidente dell’associazione Respiriamo Insieme , con il patrocinio della Camera dei Deputati, il Senato della Repubblica e l’Ufficio nazionale per la Pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport della Conferenza Episcopale Italiana, Ho l’asma e faccio sport, la campagna di sensibilizzazione che, presentata lo scorso 11 febbraio al Ministero della Salute, ha l’obiettivo di promuovere lo sport come occasione di salute e socializzazione per il paziente asmatico di qualsiasi età.
Realizzata in collaborazione con il Coni e altre associazioni tra cui l’Unione Sportiva Acli, intende raccogliere, attraverso i social, esempi positivi. I contributi più significativi saranno inseriti in un video che sarà lanciato in occasione della Giornata Mondiale dell’Asma il prossimo 6 maggio.
Ascolta la puntata odierna di Radiopiù Sport: 

Asma e sport: i benefici a livello psicologico

«I benefici dell’attivita sportiva nell’asmatico incidono sia sugli aspetti fisiologici (sulla funzione respiratoria) che su quelli psicologici e comportamentali modificando significativamente la qualità della vita dal punto di vista personale e relazionale» ha chiarito Gianna Camiciattoli, pneumologa, specialista nel Malattie dell’Apparato Respiratorio del Careggi di Firenze. «La consapevolezza di poter affrontare un esercizio fisico strutturato e quindi una attività sportiva comporta l’uscita dall’isolamento in cui spesso si trova il paziente con sintomi respiratori».
asma e sport
A farle eco la psicologa e psicoterapeuta del comitato scientifico dell’associazione Respiriamo Insieme,  Ilaria Baiardini. «Lo sport  viene oggi considerato una vera e propria medicina per la prevenzione e la gestione di numerose patologie croniche quali l’asma. Sappiamo che spesso molti pazienti asmatici, soprattutto bambini, si limitano all’attività sportiva.

Questo perché i genitori hanno paura che lo sport provochi una crisi asmatica, in questo modo li fanno rinunciare a una attività che è importante per la loro crescita personale perché fare sport aiuta i bambini ad avere maggiore autostima, maggior autocontrollo, a stare bene insieme agli altri, riuscire a cooperare, risolvere i conflitti.

Quindi, tutte caratteristiche che aiutano a gestire meglio le patologie ma anche ad avere una vita più sana e più felice dal punto di vista psicologico».

Asma e sport: come coniugare le due cose?

Dunque, i bambini asmatici possono essere al tempo stesso dei campioni sportivi? «Sì, assolutamente», ha spiegato ancora ai nostri microfoni la dottoressa Sara Zanella, della Scuola di specializzazione in Pediatria dell’ Università degli studi di Padova. «È possibile nel senso che anche i bambini che sono affetti da asma possono, se adeguatamente curati, fare qualsiasi sport loro desiderano e anche diventare campioni olimpionici. Non c’è nessuna limitazione.

Possono assolutamente fare attività sportiva. Anzi, l’attività sportiva rappresenta un beneficio per loro sia in termini di salute fisica che in termini di integrazione con i pari e anche di raggiungimento di una maggiore autostima e fiducia in se stessi.

Il bimbo affetto da asma può scegliere lo sport che più preferisce. Chiaramente però deve essere seguito, controllato, quindi fare attività senza che si sviluppi il broncospasmo».

Quindi non ci sono delle attività consigliate o sconsigliate? «Esattamente. Non c’è un’attività che sia preferibile asma e sport, corsarispetto a un’altra. Non ci sono studi scientifici che lo dimostrino.

Tuttavia questi bimbi devono essere seguiti da un pneumologo pediatra che possa valutare l’andamento della patologia, perché il fatto di presentare sintomi durante l’attività sportiva può essere un campanello d’allarme. Vuol dire che l’asma non è ben  controllata».

Stesso discorso vale per gli adulti, ha precisato poi la dottoressa Chiara Allegrini  specializzanda in malattie dell’apparato respiratorio all’ospedale Careggi di Firenze. «L’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree che ha come affezione principale tutto l’apparato respiratorio quindi come tale deve essere trattata in maniera cronica, deve essere presa sul serio, non deve essere sottovalutata. Il paziente asmatico, sia lieve che grave, ma che ha la patologia sotto controllo, può, anzi, deve fare attività sportiva, anche a livello agonistico.

Non ci sono controindicazioni, anzi sappiamo da numerosi studi che i pazienti che fanno una attività sportiva in maniera regolare, hanno una maggior capacità di resistenza allo sforzo, una riduzione del senso di affanno, di dispnea e un maggior controllo dell’asma bronchiale».

Asma e sport: la testimonianza

«Dopo aver avuto la prima figlia, all’età di 30 anni, mi sono ritornati gli attacchi asma. Era una cosa che mi portavo dietro da bambina. Non solo con le cure medicinali e vaccini. Ho avuto de benefici tramite la piscina e la corsa. Lo sport è un broncodilatatore naturale» ci ha raccontato ancora Elisa Tempestini, 60 anni, fondatrice dell’associazione sportiva per disabili “Spiragli di luce”.

Istruttrice di nuoto in una piscina ad Anzio, lavora con bambini, adulti e anziani. Oltretutto «sono anche una podista, corro con la Podistica Solidarietà di Roma e in più vado in bici da corsa».

 

 


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