Cheaib. Ascoltare i propri desideri, la via per comprendere la propria missione

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Ascoltare i propri desideri spesso non è facile, ma è la via per comprendere la propria missione nella vita. I desideri sono al centro di questa puntata del Nascondiglio della Gioia una storia significativa.

Al centro di questa puntata la storia “Il fuggiasco e il castello incantato”.

La Storia

Un fuggiasco arrivò in una città povera dove ogni abitante aveva la casa talmente stretta che poteva entrarci solo lui e non poteva ospitare nessuno. “Per favore datemi ospitalità, proteggetemi”! Dato che il ragazzo stava scappando da una banda di criminali, supplicava così ogni abitante. Purtroppo nessuno riuscì ad accontentarlo. I cittadini infatti gli spiegarono la loro situazione molto particolare.

Il guardiano della città, vedendo la situazione disperata, lo chiamò in disparte e gli disse:”neppure io ti posso ospitare perché anche la mia casa è fatta così, ma qualcosa la posso fare”. Il ragazzo impaziente gli chiese: “per favore dimmi cosa”!

Ascolta tutta la storia al centro della puntata di questa settimana, raccontata dal teologo Robert Cheaib.

Guardandosi intorno il guardiano disse al ragazzo: “C’è nella città un castello, l’unico spazio libero che potrebbe accoglierti”. Fu così che il ragazzo fu condotto in quel castello, ma prima di entrare il guardiano gli disse: “Il castello di cui ti parlo è maledetto. Dentro ci vivono tre cani bercianti. Chi è entrato lì non è uscito vivo”. Allora il ragazzo disse: “Meglio una morte probabile che una morte certa, fammi entrare”. Il ragazzo entrò e nel frattempo arrivarono i banditi e non trovando il ragazzo partirono di lì.

Il mattino dopo, il guardiano, divorato dai sensi di colpa si avvicinò al castello, chiamò il ragazzo per nome, senza speranza di rivederlo, ma con sua grande sorpresa il ragazzo si affacciò e il guardiano era sorpreso che il ragazzo fosse ancora vivo ed esclamò: “Come hai fatto”!

La sua sorpresa aumentò perché vide dietro al ragazzo i tre cani mansueti come se fosse agnelli.

Allora il ragazzo iniziò a raccontare la sua storia: “Sono nato con un grande senso di curiosità e conoscenza. Ho viaggiato molto e tra le cose che ho appreso c’è anche il linguaggio dei cani. I banditi mi inseguivano per questo, perché collaborassi con loro. Dato il mio rifiuto hanno deciso di inseguirmi per uccidermi”.

Il guardiano interruppe il ragazzo e gli chiese: “come hai calmato i cani”?

“Ho semplicemente ascoltato cosa avevano bisogno di dire e cosa esprimevano abbaiando di continuo, perché i loro desideri erano repressi da molto tempo, trasformandosi così in rabbia”.

E il guardiano gli chiese: “e cosa desiderano”?

Rispose il ragazzo: “Questi cani sono stati portati qui dal vostro benevolo Re, sapendo che era in procinto di morire non voleva lasciare la città sprovvista di ricchezze per tanti secoli. Così questi cani sono i custodi di un grande tesoro, capace di poter rendere la vostra città, la città più bella e florida sulla faccia della terra”.

“Poi che è successo”, incalzò il guardiano.

“Poi all’inizio alcuni di voi si sono accontentati di dargli da mangiare e da bere. Gesto carino, ma siccome la loro missione andava bene oltre questi bisogni primari, i cani hanno iniziato ad incamerare rabbia, fino a quando non hanno fatto altro che abbaiare arrabbiati. Nel momento in cui però qualcuno ha ascoltato i loro desideri, la loro rabbia è stata riassorbita ed hanno recuperato la loro benevola missione primaria”.

Così grazie alle conoscenze attente del ragazzo, i cani compirono la loro missione e i cittadini della povera città trovarono il loro Re e quella povera città divenne la città più ricca e fiorente di tutta la terra.

Il commento a questa storia alla prossima puntata!

 

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