Aperidea. La verità, una tensione che implica sempre il rischio dell’errore

0
An image of a religion concept - Questioning the truth ** Note: Shallow depth of field

“La verità, è una tensione che implica sempre il rischio dell’errore”, afferma padre Gaetano Piccolo Sj, che affronta l’argomento in questa puntata di Aperidea.

Se qualcuno ci chiede quanto fa due più due, è molto probabile che saremo tutti d’accordo, ma quando qualcuno ci chiede un parere sul colore di un vestito, l’esito comincia a non essere scontato. Se poi cominciamo a confrontarci sulla politica, sulla giustizia o sulla bellezza, i pareri diventano molteplici e divergenti.

Quando usciamo dalle convenzioni, che per definizione condividiamo, la questione della verità diventa problematica. Alcuni, come Nietzsche, ritengono che non vi siano fatti, ma solo interpretazioni. Altri invece, come san Tommaso, pensano che la realtà sia inequivocabile e la verità dipende da quanto ci avviciniamo a come stanno effettivamente le cose. Per uscire da questa contrapposizione, alcuni hanno proposto di limitarsi a valutare la verità delle proposizioni che usiamo per parlare delle cose.

Ascolta l’intera punta di Aperidea andata in onda lunedì 4 febbraio 

Alcuni espressioni infatti possono essere verificate. Se per esempio dico che nell’altra stanza ci sono dieci sedie rosse, basta recarsi nell’altra stanza per verifica se quanto ho detto è vero o falso. Nei nostri discorsi quotidiani, però, le cose non funzionano in maniera così semplice. Ci capita di chiederci se una persona ci ama veramente, se il salumiere è onesto, se il giudizio su un politico è vero. In questi casi ci troviamo disarmati e non abbiamo un criterio oggettivo di valutazione.

In tal caso, alcuni propongono di affidarsi all’argomentazione: su ogni questione possiamo contrapporre pareri differenti, ma ogni parere deve essere supportato da ragioni stringenti. Tali ragioni non saranno mai definitive e potranno sempre essere superate, ma attualmente un ragionamento di mostrerà più efficace di un altro. La verità viene così riportata all’efficacia dell’argomentazione.

Nel mondo greco i sofisti erano specializzati nel formulare ragionamenti efficaci, in modo particolare per difendere gli accusati nel tribunale. Probabilmente questa perenne difficoltà nel trovare un consenso intorno al tema della verità dipende dal modo in cui le cose si presentano.

La realtà si dona a noi per essere conosciuta, ma essa non si presenta mai in maniera univoca. Per alcuni versi essa è temporale, cangiante, per altri versi è sempre connessa ad altri elementi. Non vogliamo dire che non esiste un modo di essere delle cose, ma c’è sempre un grado di indeterminatezza. Proprio per questo noi siamo chiamati continuamente a giudica e a scegliere. E questa è la dinamica del discernimento. Siamo chiamati continuamente a decidere perché è la realtà stessa che ce lo impone. Se la verità fosse scontata e prevedibile, noi vivremmo in un mondo finto, fatto di strutture artificiali, costruite dalle nostre convenzioni. La verità è invece una tensione che implica sempre il rischio dell’errore.

Esercizio: quali sono le questioni su cui è più difficile esprimere un parere definitivo? Come potresti argomentare a favore di un parere o del suo contrario?