Aperidea. La realtà cos’è?

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La realtà è un entità complessa e indeterminata, per questo l’uomo ha continuamente bisogno di comprendere. Da qui emerge quella necessità umana del discernimento.

La parola realtà deriva da res che in latino significa cosa. La realtà potrebbe essere definita quindi come l’insieme delle cose. Ma ci troviamo subito davanti a due problemi: prima di tutto non è così semplice decidere cosa siano le cose, dal momento che anche nella lingua latina il termine res ha un’accezione molto ampia; inoltre si tratta di capire se questo insieme che si chiama realtà possa essere chiuso in maniera definitiva o se resti sempre aperto all’inserimento di nuovi elementi, in tal caso la realtà sarebbe qualcosa di dinamica, mai conclusa.

Ascolta tutta la puntata di Aperidea andata in onda lunedì 11 marzo 

Sarebbe quindi impossibile dire cosa sia la realtà, perché essa non compare mai in una maniera definitiva. È evidente che mentre parliamo della realtà, la stiamo trattando come una…cosa. Dunque la realtà dovrebbe essere un insieme aperto di cui essa stessa, per quanto mai definibile, farebbe parte. Ci accorgiamo così che è davvero arduo pensare di poter definire la realtà. Ritorniamo così alla prima questione non meno complicata, cercando di chiarire il termine cosa.

Potremmo essere d’accordo nel dire che tutto quello che è, è una cosa, ovvero tutto quello a cui possiamo assegnare il verbo essere: ci sono delle sedie nella stanza, ci sono dei dinosauri in televisione, ci sono delle idee strane che circolano in questi giorni. Sedie, draghi e idee sembrano essere comunque delle cose, sebbene siamo consapevoli che lo siano in modi differenti. Le sedie possono essere viste, sperimentate, usate, rotte, cambiate; i dinosauri possono essere visti, ma non hanno una vita propria: li incontriamo nella misura in cui leggiamo un fumetto, vediamo un cartone animato, li disegniamo su un foglio.

Ad ogni modo esistono perché possiamo parlarne, possiamo riferirci ad essi ed avere un’idea comune sui dinosauri su cui possiamo confrontarci. Ci sono poi le idee, che sono sempre le idee di qualcuno, di una persona singola o di una comunità. Non incontriamo mai le idee separatamente da qualcuno che ne sia il portatore, noto o meno che sia. Potremmo aggiungere a questa descrizione anche gli Stati, i matrimoni, le religioni, ovvero tutte quelle realtà sociali che sono nate da una convenzione tra gli uomini. Sembra dunque che la realtà sia costituita da tutto quello che può essere in qualche modo. E dunque la realtà sembra indeterminata.

Possiamo darne una definizione, come se fosse un criterio, ma non possiamo mai indicarla. La realtà non è neppure una mera costruzione mentale, perché ci sono cose che non possiamo cambiare: se ci gettiamo da un aereo pensando di volare, probabilmente faremo una brutta fine, se pensiamo ai attraversare un muro come se fosse il binario 7 e tre quarti di Harry Potter, probabilmente ci ritroveremo in ospedale. Anche se la realtà va ben oltre la sola dimensione fisica, certamente c’è un’ampia porzione della realtà che ci resiste, che incontriamo nella sua durezza, e che ci ricorda che la realtà non è sempre manipolabile a nostro piacimento.

Proprio perché la realtà è così complessa e indeterminata, l’uomo ha continuamente bisogno di comprendere, di osservare i legami, di scegliere, anche perché la realtà essendo complessa non si dà mai in un modo definitivo, la realtà cresce, cambia. E da qui emerge quella necessità umana del discernimento: proprio perché la realtà non è statica, i principi di per sé immutabili non si applicano mai allo stesso modo.

Esercizio: Prova a stilare un elenco di cose che non puoi cambiare e di cose che puoi invece cambiare. Cerca di notare le differenze e osserva se ci sono livelli intermedi tra questi due gruppi.

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