Aperidea. Che differenza c’è tra amore e amicizia?

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Qual è la differenza tra un sentimento come l’amore e quello dell’amicizia? Se l’amicizia è lo spazio della condivisione, l’amore è il luogo dove viene custodita l’intimità.

 

Nell’antica Grecia si usavano tre verbi diversi per parlare dell’amore: l’eros è l’amore proprio della relazione sessuale, connesso al piacere e all’intimità; la filia indicava invece l’amore d’amicizia, quella comunione che si realizza per un interesse comune; l’agape è invece un amore profondo ed esclusivo.

Proprio nel contesto dell’antica Grecia, Aristotele dedicò grande attenzione all’amicizia, mostrando come essa possa nascere per motivi diversi, talvolta più superficiali, talvolta più profondi. E ovviamente la durata dell’amicizia dipende proprio dal valore su cui si fonda.

Forse l’immagine più adeguata a descrivere l’amicizia è quella di due persone che corrono insieme, verso una stessa meta. L’amico è il compagno di viaggio con il quale si condivide un tratto di strada. L’amicizia ha bisogno perciò di una meta, di un obiettivo, del desiderio di condividere un percorso. E proprio per questo nell’amicizia c’è libertà.

L’altro non è vincolato a me. C.S. Lewis diceva che l’amicizia fiorisce quando nasce questa domanda: come? anche tu? Pensavo di essere il solo! L’amico è infatti colui che ci consente di uscire dalla nostra solitudine. Per questo l’amicizia è essenziale per una vita piena, proprio perché non siamo fatti per la solitudine.

Ascolta l’intera puntata di Aperidea andata in onda lunedì 18 febbraio 

L’amicizia è lo spazio della condivisione, uno spazio rispetto al quale possiamo sempre decidere di scendere più in profondità o di rimanere in superficie. Sia tra i santi che tra gli eroi, la storia ci consegna tante coppie di amici: Gregorio e Basilio, Achille e Patrocolo, Davide e Gionata, Eurialo e Niso… Accanto all’amicizia, la persona sperimenta anche un desiderio di permanenza e di assolutezza. Ciò che risponde a questo desiderio è l’amore.

L’amore è il luogo in cui viene custodita l’intimità. Per questo l’amore chiede esclusività. È un luogo privilegiato e riservato. In questo caso, l’immagine è piuttosto quella di due persone che stanno una di fronte all’altra e si guardano negli occhi. L’amante infatti si vede negli occhi dell’amato. Nell’amore c’è una promessa: è l’impegno di custodirsi reciprocamente.

Nella contemplatio ad amorem che chiude il libretto degli Esercizi spirituali, sant’Ignazio dice che l’amore è da porre più nei fatti che nelle parole e aggiunge che l’amante dà all’amato quello che l’altro non ha. L’amore quindi esige concretezza, non può rimanere soltanto un’idea. L’amore c’è quando è vissuto. Esso è uno scambio, per questo richiede una differenza.

Certamente l’amicizia può raggiungere vertici così alti da somigliare sempre di più all’amore. In questi casi, ciò che emerge è la profonda libertà nella relazione. L’altro è disposto a mostrarsi così come, sapendo di essere accolto, sentendosi riconosciuto e valorizzato. È importante capire cosa stiamo vivendo e dare un nome alla relazione che instauriamo, perché da questo dipende la consapevolezza con cui viviamo quell’incontro. Dare un nome con onestà ci aiuta a non restare frustrati, a non aspettarci dall’altro quello che non può esserci, a darsi senza ambiguità. È auspicabile che all’interno della relazione vi sia un’alleanza esplicita per riconoscere insieme ciò che la relazione significa.

Esercizio: prova a considerare alcune delle tue relazioni più significative e cerca di trovare qualche elemento per capire se si tratta di amore o di amicizia.

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