Amore e fedeltà. Le coppie di Ac si raccontano.

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Amore e fedeltà. 14 febbraio, tre coppie di sposi aderenti all’Azione Cattolica si raccontano.

Tutti pazzi per amore! Ad una settimana dal giorno di San Valentino, noi di InformAc abbiamo voluto tentare un esperimento. Tre coppie di età molto differenti, con vite, storie e percorsi diversi, accomunate dalla fede e dall’impegno in Azione Cattolica, raccontano cos’è per loro quell’amore travolgente che tocca e cambia per sempre l’esistenza.

Agnese Palmucci ha intervistato per noi Lisa (27 anni) e Andrea (33), sposati da due anni, Catia (54 anni) e Tonino (58), insieme da 30 anni e, infine, Cesidia (77) e Lucio (80) sposi da 56 anni.

Cos’è per voi l’amore? Ditecelo con una parola.

«L’amore è scelta di fedeltà – inizia Andrea – condivisione, gioia di stare insieme anche nei momenti difficili, pazienza, benevolenza, ma, senza la fedeltà, tutto viene a cadere», poi continua Lisa: «L’amore per me è attesa: è saper aspettare e sapersi aspettare, far un passo indietro per camminare sempre fianco a fianco, per scoprire insieme la pienezza di quel progetto di vita a cui siamo chiamati». Per Catia «l’amore è impossibile da definire con una sola parola. L’amore comprende un’infinità di atteggiamenti: è attrazione, complicità, passione, un continuo affidarsi e confidarsi. Amare è fare posto all’altro nella propria vita». «E’ difficile – ci racconta Lucio – definire cosa sia l’amore: sceglierei, per sintetizzare, la parola rispetto. Rispetto per la persona, per la storie delle famiglie, per le abitudini, per i sentimenti, senza gelosie, divieti o permessi».

Ascolta le loro voci raccolte nella puntata di InformAc di giovedì 8 febbraio.

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Se doveste pensare a com’è cambiato il vostro amore dal primo giorno fino ad oggi..

«L’amore – continua Andrea – è cambiato come è cambiata la vita, rivoluzionata dal nostro matrimonio. Ma già prima era cambiata, quando siamo divenuti consapevoli che non saremmo stati insieme temporaneamente, ma per sempre. Sono passati in secondo piano i miei gusti, le mie abitudini, ora amo anche tutto ciò che ama Lisa», infatti, conclude Lisa:«Oggi quando torni a casa la sera trovi qualcuno che ti aspetta e che è lì per te. Si condivide tutta l’esistenza, non solo piccoli spazi. Si è consapevoli che l’altro completa la tua vita, anche se separati, durante la giornata». «Non ricordo perfettamente com’eravamo trenta anni fa, ma so che lo stare insieme nei momenti di gioia e di dolore ci ha fatto crescere sempre di più come persone e come coppia. Ma le parole con cui Catia poco fa ha descritto il nostro amore, sono gli stessi concetti con cui siamo partiti. Si tratta di elementi imprescindibili», ci dice Tonino. « Il rispetto – dice Cesidia – è sempre stato un punto fermo del nostro matrimonio. Il nostro amore nasceva ingenuamente, avevamo tanti sogni, eravamo entusiasti, ma progettavamo su presupposti umani. Ma poi ci accorgemmo che questi non bastavano, quando si presentò il dolore immenso della malattia e della morte di nostro figlio. È stato proprio attraverso questa sofferenza però che il nostro amore si è iniziato a costruire su basi più solide: così abbiamo cominciato ad approfondire davvero il matrimonio cristiano».

«Se l’inizio dell’amore è la fiamma di una candela, l’amore consapevole e maturo degli sposi è la luce del sole» (Cesidia)