Come sono chiamato a vivere da figlio nelle situazioni concrete? Perché solo vivendo in questo modo la mia vita sarà una rivelazione del Padre…

A immagine del Figlio. La volta scorsa abbiamo detto qualcosa sui protagonisti del discernimento, Dio e l’uomo, e abbiamo scoperto che il discernimento è possibile perché Dio, che è amore, parla all’uomo e perché l’uomo, nello Spirito Santo che abita in lui, riceve la possibilità di intenderlo.

Facciamo ora un secondo passo. All’inizio della Genesi ci viene detto che l’uomo è creato a immagine e somiglianza di Dio. S. Paolo, quasi facendo l’esegesi di questa parola, nella lettera ai Colossesi ci dice che l’immagine di Dio è Cristo, il Figlio. E nella lettera ai Galati dirà che il soffio dello Spirito che abbiamo ricevuto grida in noi “Abbà, Padre!”.

Ecco allora che comincia a svelarsi qualcosa del mistero della nostra vita: il Padre ci plasma secondo l’immagine del suo Figlio e questo ci è rivelato dal dono dello Spirito, che in noi grida Abbà. La nostra identità, quindi, è quella del Figlio. Ma poiché Dio è amore e il respiro dell’amore è la libertà, l’impronta filiale che riceviamo non è una specie di marchio che ci viene impresso nostro malgrado. L’immagine del Figlio, infatti, è “disegnata” in noi dallo Spirito Santo, che opera sempre suscitando una risposta libera da parte dell’uomo, mai imponendo o esigendo. Questo significa che l’immagine filiale che abbiamo ricevuto maturerà e farà emergere la nostra somiglianza con Cristo solo nella nostra libera adesione alla voce dello Spirito.

I Padri lo spiegavano ricorrendo all’immagine del pittore che, all’inizio, traccia sulla tela l’abbozzo del ritratto con un solo colore e poi, a poco a poco, facendo fiorire un colore sull’altro, porta il ritratto a somiglianza del modello.

Qui si apre allora la questione del discernimento: tutti abbiamo ricevuto l’immagine, che è l’unica vocazione alla figliolanza. Ma ci possono essere molti e diversi modi di vivere la figliolanza, perché lo Spirito non crea individui in serie, fatti con lo stampino, ma genera figli liberi. Il discernimento nasce allora dalla domanda: come io nella storia, nelle situazioni concrete sono chiamato a vivere da figlio? Perché solo vivendo in questo modo la mia vita sarà una rivelazione del Padre.

E questa è una vera opera d’arte! Però il pittore più riuscito non sarà quello che crea “di testa sua”. Sarà, invece, quello che riesce a diventare, potremmo dire, “il miglior attore non protagonista”, perché lascia allo Spirito di guidarlo. L’arte spirituale, allora, sarà porsi in ascolto, mediante il discernimento, della voce dello Spirito per riconoscere dove e come, concretamente, la nostra risposta filiale potrà prendere carne nella storia.