25 aprile. Scuola di libertà o sterile ricorrenza?

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25 aprile. La Festa della Liberazione è ancora oggi occasione per costruire memoria e coscienze? Ne parliamo con Fabio Caneri, presidente dell’associazione «Rosa Bianca».

La data del 25 aprile, per la celebrazione della Festa della Liberazione, fu proposta e stabilita nel 1946, dall’ultimo presidente del consiglio del Regno d’Italia, Alcide De Gasperi.

In questa data, come si sa, si ricorda la caduta del nazifascismo in Italia, nelle ultime fasi della Seconda guerra mondiale. L’occupazione tedesca e fascista nella Penisola non si concluse in un solo giorno, tuttavia si considera il 25 aprile una data simbolica. In quel giorno del 1945, i Comitati di Liberazione con sede a Milano insorsero e presero il potere, liberando la città e spingendo tutte le sacche della Resistenza a fare lo stesso in tutta Italia. La resa definitiva delle forze nazifasciste agli Alleati si ebbe poi solo il 3 maggio 1945.

La domanda che ci poniamo oggi è se celebrare la festa del 25 aprile abbia ancora un senso storico, civico e politico oppure se si tratti ormai di una mera ricorrenza al pari di molte altre. Forse proprio in questi tempi, in cui sembra subdolamente riemergere l’antidemocraticità di alcune vecchie ideologie, è necessario parlare di Resistenza e dei valori che hanno fondato la Repubblica italiana. Alcune associazioni, come la «Rosa Bianca», diretta da Fabio Caneri, che abbiamo intervistato, mirano ad educare i giovani alla Libertà, combattendo l’indifferenza e mantenendo in vita un patrimonio di memoria condivisa.

Quale significato ha per i giovani questa ricorrenza? «È una possibilità per riscoprire le nostre radici comuni che vanno dai richiami degli elementi costitutivi ai valori che danno supporto alla nostra comunità. È un fondamento che ritroviamo nell’intera Resistenza europea laddove si riconosce la libertà di coscienza. Una libertà dell’uno che trova fondamento nella libertà dell’altro. Come affermava Romano Guardini, a volte la tentazione delle dittature, sia quelle del XX secolo sia quelle di oggi, è di togliere al singolo il peso di dover pensare con la propria testa. I giovani hanno questa possibilità di dare un volto nuovo alla parola Libertà, opponendosi ad ogni forma di violenza».

Fabio Caneri

Molti ritengono che il riemergere di questo nuovo fascismo sia un problema sottovalutato. Cosa fare per contrastarne la pericolosità? «La crescita dei movimenti che si rifanno alle nuove destre è legata al dilagare di alcune paure, riguardanti, ad esempio, il fenomeno migratorio. Si diffonde il pensiero che nel proprio recinto ci si possa difendere da ciò che c’è fuori.  La possibilità che ci viene data è quella di ripartire da una memoria condivisa, dove si riescono a vedere quelli che sono stati gli effetti della guerra, le negazioni della dignità delle persone. Memoria che possa aiutarci ad individuare percorsi nuovi su cui avviarci».

Cosa fa la sua associazione per tenere accesi i riflettori sui valori culturali e costituzionali della resistenza antifascista? «È importante coltivare insieme quegli elementi del terreno comune che ci aiutano a riconoscerci provenienti da un’unica città e protesi verso un’unica visione di futuro, su una stessa terra. I giovani della «Rosa Bianca», pur provenendo da esperienze diverse (c’erano infatti cattolici, ortodossi, luterani), hanno cercato di leggere e capire insieme cosa fare nel momento storico che stavano vivendo. Il compito che ci hanno affidato, attraverso i loro volantini, era quello di portare avanti quello che avevano iniziato. Penso che da questo sarebbe bello ripartire per rendere questa esperienza una possibilità formativa, per coltivare passione umana e civile».

La «Rosa Bianca»

La Rosa Bianca o Weiße Rose è il nome di un gruppo di studenti, esistito dal giugno 1942 al febbraio 1943, che persero la vita a causa della loro opposizione non violenta al regime nazista. Con la caduta del regime nazista, la Rosa Bianca divenne una rappresentazione della forma più pura di opposizione alla tirannia. La «Rosa Bianca italiana» è un’associazione per l’educazione alla politica e alla democrazia.

VITA ASSOCIATIVA

Domenica 6 maggio ci sarà la Giornata degli Incontri, organizzata dell’Azione Cattolica dei Ragazzi della Diocesi di Roma, in collaborazione con il Centro Oratori Romani ed il Centro Sportivo Italiano. L’appuntamento per l’evento, dal titolo COReACore, è per le ore 9.30 al Parco Schuster. Dopo una mattinata di giochi ed attività insieme, alle ore 12, nella Basilica di San Paolo, celebreremo la messa con Don Paolo Lojudice. A seguire le Parrocchiadi.

Sabato 12 maggio il Settore Adulti propone una giornata “fuori porta” dal titolo «Con Maria in cammino verso la bellezza», per riscoprire le bellezze artistiche della vicina diocesi di Frascati e vivere un momento di fraternità e gemellaggio con l’Ac di quei luoghi. La partenza in pullman è prevista per le 8:30 da Castro Pretorio (davanti alla Biblioteca Nazionale).

Invitiamo tutti i soci e i simpatizzanti maggiorenni a compilare il questionario sul prendersi a cuore la città. Scopo del questionario è capire se, perché, quanto, in che modo e in che misura conta la partecipazione attiva sul territorio per l’aderente o l’amico dell’AC. Quali sono le sue idee e proposte, quale la concreta disponibilità ad un impegno.

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