Commemorazione defunti, De Donatis a San Lorenzo: “La morte illumina la vita”

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Mosaico bizantino - San Lorenzo fuori le Mura

De Donatis ricorda i defunti a San Lorenzo fuori le Mura

Non solo Papa Francesco al cimitero americano di Nettuno e alle Fosse Ardeatine. Anche il suo vicario per la diocesi di Roma, Monsignor Angelo De Donatis, ha ricordato i defunti, nella Basilica di San Lorenzo fuori le Mura.

Dopo aver celebrato la messa animata dal coro della diocesi di Roma diretto da monsignor Marco Frisina, il vicario, con i sacerdoti concelebranti, si è recato in processione al vicino cimitero monumentale del Verano dove ha benedetto le tombe.

“La morte illumina la vita”

Monsignor Angelo De Donatis

De Donatis ha fatto leva, nell’omelia, sul significato della morte, “unica certezza della vita”, avvertita per lo più come forza annientatrice di quest’ultima. Al contrario, la morte, ha spiegato il vescovo, “è in relazione con la vita”. È “un incontro certo e ineludibile che dà serietà alla vita stessa”. 

“Sembra porre un termine alla vita ma in realtà”, ha precisato De Donatis, “la illumina, la rende vera, fa emergere il desiderio profondo della vita che non ha mai fine, che dia pienezza e continuità a tutte le esperienze buone e belle fatte durante l’intera esistenza“.

Ed è proprio sulla morte che per un cristiano si fonda la relazione con Dio. Non si tratta infatti di un mero proseguimento della vita terrena “ma di una vita in stretta relazione con il Dio vivente”. Da qui il ricordo dei defunti che rimangono in noi anche dopo la morte: “Coloro che hanno attraversato la soglia della morte sono presenti a noi perché sono viventi in Dio”. Perché, ha chiarito monsignor Angelo De Donatis, “nulla della nostra vita viene perduto se rimane custodito nelle mani di Gesù”.

 

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