A novembre la Giornata Mondiale dei Poveri. Il Papa: “L’amore non ammette alibi”

Si terrà il prossimo 19 novembre la prima Giornata Mondiale dei Poveri istituita lo scorso anno a conclusione del Giubileo della Misericordia. Ad annunciarlo la Santa Sede. Durante la Giornata, ha spiegato l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, “tutta la comunità cristiana dovrà essere capace di tendere la mano ai poveri. Ai deboli, agli uomini e alle donne cui viene troppo spesso calpestata la dignità”.

Reso inoltre noto il messaggio del Papa per l’occasione. Il Pontefice invita i fedeli e le parrocchie a creare nella settimana precedente al 19 novembre “tanti momenti di incontro e di amicizia. Di solidarietà e di aiuto concreto”. Suggerisce inoltre di invitare i poveri e i volontari a partecipare insieme all’Eucaristia di quella domenica. “In modo tale, spiega, che risulti ancora più autentica la celebrazione della Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo, la domenica successiva”.

 

Giornata Mondiale dei Poveri: il programma

Papa Francesco sarà direttamente coinvolto nella celebrazione della Giornata Mondiale dei Poveri. Presiederà infatti la santa Eucaristia nella Basilica di San Pietro, insieme a tanti poveri e ai volontari.

Nella stessa giornata (19 novembre), il Papa offrirà il pranzo ad almeno 500 indigenti nell’atrio dell’ Aula Paolo VI.

Per i volontari, è prevista sabato 18 novembre anche una veglia di preghiera nella Chiesa di San Lorenzo fuori le Mura per commemorare il martire romano che presentò i poveri come i veri ed unici “tesori” della Chiesa.

Le Chiese, inoltre, sono invitate “a trovare tutte le forme più adeguate per dare continuità a quanto già esiste” in termini di servizio ai più poveri. È quanto ha sottolineato mons. Fisichella che ha anche annunciato per settembre la pubblicazione di una guida pastorale.

 

Il messaggio di Francesco

“Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità” (1 Gv 3,18). È con queste parole dell’apostolo Giovanni che esordisce il Santo Padre. “L’amore non ammette alibi”, chiarisce Francesco:  “Chi intende amare come Gesù ha amato, deve fare proprio il suo esempio. Soprattutto quando si è chiamati ad amare i poveri”.

“Questo povero grida e il Signore lo ascolta” (Sal 34,7), continua il Papa. “Da sempre la Chiesa ha compreso l’importanza di un tale grido. Possediamo una grande testimonianza fin dalle prime pagine degli Atti degli Apostoli. Là dove Pietro chiede di scegliere sette uomini ‘pieni di Spirito e di sapienza’ (6,3) perché assumessero il servizio dell’assistenza ai poveri”.

L’evangelista Luca, poi, “l’autore sacro che più di ogni altro ha dato spazio alla misericordia, non fa nessuna retorica quando descrive la prassi di condivisione della prima comunità”. Lo stesso insegnamento viene dato “con altrettanta convinzione dall’apostolo Giacomo, che, nella sua Lettera, usa espressioni forti ed incisive. ‘Ascoltate, fratelli miei carissimi. Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano? Voi invece avete disonorato il povero'”.

Insomma, “se vogliamo incontrare realmente Cristo, è necessario che ne tocchiamo il corpo in quello piagato dei poveri, come riscontro della comunione sacramentale ricevuta nell’Eucaristia”. Questa nuova Giornata Mondiale, pertanto, diventi, ammonisce Francesco “un richiamo forte alla nostra coscienza credente. Affinché siamo sempre più convinti che condividere con i poveri ci permette di comprendere il Vangelo nella sua verità più profonda”. I poveri, scrive il Papa a chiare lettere, “non sono un problema sono una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo”.

E la povertà, “così intesa, è il metro che permette di valutare l’uso corretto dei beni materiali. E anche di vivere in modo non egoistico e possessivo i legami e gli affetti. Facciamo nostro, pertanto, l’esempio di san Francesco, testimone della genuina povertà. Egli, proprio perché teneva fissi gli occhi su Cristo, seppe riconoscerlo e servirlo nei poveri”.

 

 

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