mercoledì , 18 ottobre 2017

L’appello di Papa Francesco ai nuovi sacerdoti: “Siate pastori del popolo di Dio”

Papa Francesco ha ordinato ieri 10 nuovi sacerdoti, 6 dei quali svolgeranno il loro ministero per la diocesi di Roma. “Per favore, non siate signori, non siate chierici di Stato, ma pastori, pastori del popolo di Dio”. Si è conclusa con questo invito, l’omelia della messa celebrata ieri da Bergoglio nella Basilica di San Pietro. A concelebrare con il Papa il cardinale Agostino Vallini, suo vicario per la diocesi di Roma, monsignor Filippo Iannone, vicegerente, i vescovi ausiliari, i superiori dei Seminari interessati e i parroci degli ordinandi.

Nuovi sacerdoti, “imparare a portare la Croce di Cristo”

“Non fate omelie troppo intellettuali ed elaborate: parlate in modo semplice, parlate ai cuori”. Questo l’appello di Francesco ai nuovi sacerdoti che ha aggiunto: “E sia gioia e sostegno ai fedeli anche il profumo della vostra vita. Perché la parola senza l’esempio della vita non serve, meglio tornare indietro. La doppia vita è una malattia brutta, nella Chiesa”.

Da non perdere, poi, di vista l’esempio del Signore. “Un presbitero che ha studiato forse tanta teologia e ha fatto una, due, tre lauree ma non ha imparato a portare la Croce di Cristo, non serve. Sarà un buon accademico, un buon professore, ma non un sacerdote”. Da qui la richiesta di “essere misericordiosi, sempre; di non caricare sulle spalle dei fedeli pesi che non possono portare, e neppure voi. Gesù rimproverò per questo i dottori della legge e li chiamò ipocriti”.

“Uno dei compiti – forse noioso, anche doloroso – è andare a trovare gli ammalati”, ha ricordato Francesco. “Fatelo, voi. Sì, va bene che vadano i fedeli laici, i diaconi, ma non tralasciate di toccare la carne di Cristo sofferente negli ammalati: questo santifica voi, vi avvicina al Cristo”. “Siate gioiosi, mai tristi”. Questo l’invito finale rivolto da Francesco ai nuovi sacerdoti: “Gioiosi. Con la gioia del servizio di Cristo, anche in mezzo alle sofferenze, alle incomprensioni, ai propri peccati. Abbiate sempre davanti agli occhi l’esempio del Buon Pastore, che non è venuto per essere servito ma per servire”.

Il Regina Coeli: “Salutate la gente”

Durante il Regina Coeli di ieri Francesco si è affacciato dalla finestra del Palazzo apostolico con quattro dei dieci sacerdoti, ordinati poco prima in Basilica.  Il Papa ha chiesto loro di salutare i 25mila fedeli che affollavano piazza San Pietro.

“Gesù, pastore buono e porta delle pecore, è un capo la cui autorità si esprime nel servizio”, ha spiegato il Pontefice rivolgendosi ai presenti. “Un capo che per comandare dona la vita e non chiede ad altri di sacrificarla. Di un capo così ci si può fidare, come le pecore che ascoltano la voce del loro pastore perché sanno che con lui si va a pascoli buoni e abbondanti”.

“A volte razionalizziamo troppo la fede e rischiamo di perdere la percezione del timbro di quella voce, della voce di Gesù buon pastore, che stimola e affascina”. “Per lui non siamo mai degli estranei, ma amici e fratelli”, ha ricordato Francesco, “eppure non è sempre facile distinguere la voce del pastore buono. C’è sempre il rischio di essere distratti dal frastuono di tante altre voci”. Di qui l’invito “a non lasciarci distogliere dalle false sapienze di questo mondo, ma a seguire Gesù, il Risorto, come unica guida sicura che dà senso alla nostra vita”.

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