mercoledì , 23 agosto 2017

I 49 anni della Comunità di Sant’Egidio, Becciu: ‘Continuate a costruire ponti’

La Comunità di Sant’Egidio ha festeggiato i 49 anni di attività. Per l’occasione, Monsignor Angelo Becciu,  sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato, ha celebrato la messa nella basilica di S. Giovanni in Laterano. Presenti anziani, malati, disabili, rifugiati, immigrati, ambasciatori, cardinali, vescovi e membri della Comunità, compreso il presidente di S. Egidio, Marco Impagliazzo, e il fondatore, Andrea Riccardi.

 

Il messaggio di Becciu alla Comunità di Sant’Egidio

“Lavorare per i poveri, che sono ‘la carne di Cristo’, e per l’integrazione di immigrati e rifugiati, di cui le nostre società hanno bisogno”. È questo l’invito rivolto da mons. Angelo Becciu alla Comunità di Sant’Egidio durante l’omelia. Perché il valore dell’altro, ha spiegato l’arcivescovo, non si misura dal reddito e dall’efficienza. Ogni persona, nella Scrittura si trova al centro. E, come più volte ribadito da Papa Francesco, i poveri e i deboli in particolare sono un “tesoro” in cui poter toccare la carne di Cristo.

Da qui l’incoraggiamento a continuare a costruire ponti. “Perché si affermi una civiltà del vivere insieme, una civiltà dell’amore, anche se non sempre questo è l’orientamento del mondo, soprattutto in questi tempi”.

 

L’attenzione alle periferie

Durante l’omelia Becciu ha ricordato il percorso della Comunità di Sant’Egidio. Un cammino che ha preso origine da un gruppo di liceali che,“invece di progettare un futuro pensando esclusivamente al successo e alla carriera professionale, ha deciso di dar vita a una scuola popolare per i bambini emarginati delle baraccopoli romane, lasciandosi interpellare dalle audaci esigenze del Vangelo”.  Un cammino che è partito dalle periferie. Missione dunque da portare avanti anche nel futuro è quella di portare la presenza di Cristo fa presente Becciu,  dove vi sono conflitti, dove le persone non sono riconosciute nella loro dignità, dove le diversità sono vissute come esclusione e conflitto invece che come arricchimento.

 

“Amate questa città e cooperate a renderla ancora più bella ed ospitale”

Becciu ha poi posto l’accento sulla “romanità” della Comunità di Sant’Egidio. “Siete nati nella Chiesa di Roma e ne siete tuttora un’espressione vitale”. L’invito è dunque quello di rafforzare sempre più il legame con il vescovo di Roma, di farsi cioè collaboratori di Papa Francesco, giungendo là dove egli non può arrivare fisicamente.

Solo così, spiega ancora l’arcivescovo il seme del Vangelo potrà produrre frutti abbondanti di pace vera. Andando quindi avanti su questa strada: preghiera, poveri e pace.  La vera rivoluzione, è “quella della compassione e della tenerezza”. 

 

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