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Giornata mondiale del malato, la messa a San Giovanni con Vallini

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Basilica di San Giovanni in Laterano

Sabato prossimo, 11 febbraio, in occasione della XXV Giornata Mondiale del Malato  il cardinale vicario Agostino Vallini presiederà alle 11 la Messa nella basilica di San Giovanni in Laterano.  A precedere la celebrazione eucaristica, alle ore 10.30 la recita del Rosario animato dall’Unitalsi. Al fianco dei malati saranno presenti anche i medici e il personale sanitario.

 

La Giornata Mondiale del Malato

Santuario di Lourdes

La Giornata mondiale del malato è dedicata non solo agli ammalati e ai sofferenti, ma anche a coloro che si prendono quotidianamente cura di loro: medici, infermieri, volontari. È l’occasione, ha detto Papa Francesco per “trovare nuovo slancio per contribuire alla diffusione di una cultura rispettosa della vita, della salute e dell’ambiente. Ma anche per “un rinnovato impulso a lottare per il rispetto dell’integralità e della dignità delle persone”.

Il santuario di Lourdes viene scelto, ancora una volta, per la celebrazione della Giornata. La prima volta proprio in occasione della prima Giornata mondiale del malato, dell’11 febbraio 1993, poi la seconda, nella dodicesima edizione, nel febbraio 2004, in occasione del 150° anniversario della proclamazione del dogma dell’Immacolata concezione.

 

La nuova Carta degli operatori sanitari

Proprio in occasione della conferenza stampa di presentazione della XXV Giornata mondiale del malato, è stata diffusa ieri la nuova Carta degli operatori sanitari.  Una carta attesa da 22 anni, “Un regalo del Papa a tutti gli operatori sanitari” l’ ha definita così monsignor Jean-Marie Musivi Mupendawatu, segretario delegato del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale.

Con un linguaggio “più accessibile e attuale”, nella nuova carta si ribadisce la sacralità della vita e “la sua indisponibilità in quanto dono di Dio”. In questo senso, spiega ancora monsignor Jean-Marie Musivi Mupendawatu, gli operatori sanitari assumono il ruolo di ministri della vita. Essi infatti ne sono servi e “sono chiamati ad amarla ed accompagnarla nel percorso esistenziale del generare – vivere – morire”.

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