I 100 anni dalla nascita di Aldo Moro. Avviato processo di beatificazione

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Cento anni fa nasceva Aldo Moro. Nato a Maglie in provincia di Lecce il 23 settembre 1916 Aldo Moro è stato uno dei massimi protagonisti della politica italiana del Novecento, dalla Costituente fino al tragico epilogo del 9 maggio 1978.

Tra i fondatori della DC, Moro fu più volte primo ministro e il suo nome è legato sia al primo governo di Centro-Sinistra quando, nel 1963, per la prima volta il Partito Socialista di Nenni entrò a fare parte in modo organico di un governo di coalizione con la Dc, il PSDI e il PRI; sia al dialogo con il PCI di Enrico Berlinguer alla metà degli anni ’70. Fu proprio in questo contesto politico che la mattina del 16 marzo 1978, l’allora presidente della Democrazia Cristiana venne rapito in via Fani, a Roma, da un commando delle Brigate Rosse che trucidò i cinque uomini della scorta. Venne assassinato dalle Br il 9 maggio dello stesso anno.

Dice di lui l’attuale presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Moro non rinunciava ad affidare alla politica il dovere e il compito di indicare mete collettive, di guidare processi di innovazione. Proprio per questo gli appariva irrinunciabile l’esigenza dell’ascolto, il bisogno di intendere la complessità dei problemi e delle vicende”. Anche per questo “la sua visione era l’esatto contrario di concezioni conservatrici. Lo animava una forte spinta alla innovazione: nel sistema politico, nella definizione di nuove opportunità nella società, con la stagione delle riforme”. “In equilibrio tra i limiti delle circostanze della storia, il realismo del possibile e la carica di inappagamento che spinge verso il futuro, gli stava a cuore che le scelte annunciate trovassero effettiva attuazione e, quindi, nel tempo e con le modalità che consentissero di realizzarle davvero, con la maturazione necessaria per consolidare il consenso intorno ad esse. Rifuggiva, proprio per questa ragione, da annunci fine a se stessi, da gesti plateali che avrebbero sfiorato la realtà, senza riuscire a incidervi”. La “liberazione dell’uomo dai bisogni, dall’emarginazione, dalle insicurezze” erano, secondo il Capo dello Stato, tra gli obiettivi dell’azione di Moro. Il quale “aveva un senso nobile della dignità della politica che lo portava, naturalmente, al rifiuto di ogni manicheismo, a vantaggio del dialogo, della comprensione delle ragioni altrui”.

È alle battute iniziali il processo di canonizzazione, come conferma ai microfoni della Radio Vaticana il postulatore Nicola Giampaolo, incaricato della causa di beatificazione, in occasione del centenario della nascita del Servo di Dio. “Attualmente – spiega – stiamo ancora raccogliendo numerose postulatorie, testimonianze di cardinali, vescovi, convinti dell’opportunità di questa causa, ma anche di gente comune, politici e intellettuali. Quanto prima speriamo di poter richiedere il ‘nulla osta’ per procedere alla Conferenza Episcopale italiana”. Intanto “è stato già accolto, dal Tribunale della diocesi di Roma, il ‘supplice libello sulla fama di santità’, cioè il documento che costituisce il presupposto per avviare la causa”.